Da Lodi a Copenaghen!

(Un clic sulle foto le ingrandisce, un altro clic le ingigantisce)

Trepidazione
Ottimismo
Preoccupazione…

Sera prima della partenza, ci sono un po’ di emozioni.

Sono poco allenato e l’impresa è ancor più lunga di quella del 2011, quando arrivai ad Amsterdam dopo una primavera di preparazione costante; quest’anno ci ho pensato molto ma mi sa che non vale come allenamento.

8-7 Bici pronta per la partenza

9/7, giorno 1, San Martino in strada – Peschiera del Garda, 137 km.

Ore 9 del 9 Luglio, meta predefinita Peschiera del Garda; non volevo seguire lo stesso percorso del 2013 (Costa Ovest del Garda), un po’ per variare e un po’ per scaramanzia.

Da casa verso Crema attraverso Casaletto Ceredano, poi seguo il percorso un po’ noioso di Offanengo, Ticengo, Soncino e Orzinuovi; qui, in una piazza torrida, ho fatto il primo spuntino verso l’una e mezza in compagnia di alcune campane in attesa di installazione.

9-7 1 Orzinuovi campane

Il percorso noioso prosegue: Manerbio, Leno, Castiglione delle Stiviere; qui il paesaggio migliora, anche se iniziano i saliscendi e… una breve pioggia. Mezz’ora d’attesa in un portico, la pioggia passa e via. Le gambe sembrano tenére, qualche sofferenza “posteriore”. La meta è vicina, senza fretta acquisto carne salada, fagioli e lambrusco che consumerò al tramonto sul molo di Peschiera.

9-7 2Peschiera 1

9-7 3 Peschiera 2 molo

Che c’è? Anche il mio dito voleva esserci… 🙂

Meet Gardalake hostel
Via Benaco 14A • Peschiera del Garda (VR)
tel. +39 045 8240950 – fax +39 045 8240951
http://www.meethostel.cominfo@meethostel.com
45°26’33.59″N  10°41’51.02″E

10/7, giorno 2, Peschiera del Garda – Trento, 106 km.

Niente costa del lago ma valle dell’Adige, una dozzina di km più a Est, perché sul lago il traffico sarebbe terribile, la strada stretta e il percorso più lungo; situazione che comunque sopporto fino a poco oltre Lazise, dove poso da sirenetto come buon auspicio per la riuscita del viaggio.

10-7 1 Lazise prato

Mi inerpico quindi su una strada collinare che scenderà sull’Adige.

Prima di trovare il fiume, però, incontro un canale con una bella ciclabile e lo seguo; una pacchia che dura poco, perché quasi subito il canale s’interra e la ciclabile si lancia in una salita del 12% lunga vari km, dove un cartello beffardo ci vieta di superare i 30 km/h!

Poco male, verso Rivoli Veronese ci sono bei panorami.

10-7 2 Rivoli veronese Adige dall'alto 1

10-7 3 Rivoli veronese Adige dall'alto 2

Ritornato “da basso” la ciclabile attraversa i vigneti; qui mangio qualcosa perché il pancino brontola.

Davvero piacevole, lontano dal traffico queste manciate di km scorrono tranquille!

10-7 4 Rivoli veronese vigneti

Non sempre è così; anzi, per molti tratti la pista manca del tutto e bisogna condividere la strada con i camion. Più tardi si ripresenta in modo un po’ trasandato, attraversa i frutteti ma non c’è segnaletica, ad ogni bivio devo controllare il gps per non sbagliare (e riesco a perdermi lo stesso). In serata Trento mi attende, mi procuro la cena (carni crude e Bonarda) e trovo un albergo in collina, dove la consumo sul balconcino della stanza in un’atmosfera serale gradevolissima.

10-7 5 Vista di Trento dall'hotel

Garni San Giorgio della Scala
Via Brescia 133 • 38100 Trento
Tel. +39 0461 – 238848 Fax +39 0461 – 238808
http://www.garnisangiorgio.it info@garnisangiorgio.it
46° 4’23.50″N  11° 6’13.95″E

11/7, giorno 3, Trento – Bolzano, 60 km.

Il tempo è davvero bello e la giornata comincia bene, pur con un forte vento contrario. Normalmente il vento da Nord porta il bel tempo, ma, appunto, lui viene da Nord e io da Sud… Non ho fretta, penso che mi fermerò a Bolzano per dare il giusto ritmo al superamento del Brennero.

11-7 1 Lungadige a Trento, mattina

La valle è lunga, la pista riservata l’accompagna e il percorso è piacevole. Qui siamo a S. Michele all’Adige.

11-7 2 San Michele all'Adige, ciclabile

Nel primo pomeriggio arrivo a Bolzano su un percorso dedicato, immerso nel verde e contornato sui due lati dai fiumi Adige e Isarco prima della loro confluenza; non proseguo, preferisco godermi la città.

Ritorno all’albergo Dolomiti già sperimentato l’anno scorso e contemplo i luoghi. Davvero belli, standoci un giorno… Pizza e birra.

11-7 3 Bolzano, piazza

B&B Dolomiti
Viale Venezia, 3 • 39100 Bolzano
Tel/Fax +39 0471 – 251994
http://www.hoteldolomitibolzano.it info@hoteldolomitibolzano.it
46°29’57.72″N  11°20’43.15″E

12/7, giorno 4, Bolzano – Vipiteno, 80 km.

Ci sono difficoltà.

Vento forte contrario, ciclabile in continua arrampicata o picchiata (mentre la provinciale pende dolcemente), il sederino comincia a non poterne più ma tengo duro.

12-7 1 Pressi di Cornedo all'Isarco, staccionata su ciclabile

Comincia anche un’altra magagna, il ginocchio sinistro emette lievi fitte sotto sforzo e pedalo a una gamba o quasi, ma allegramente.

Qui incontro Eveline, che, leggendo la mia maglietta, si è interessata al mio viaggio: un piacevole tratto in compagnia, concluso con un buon caffè.

12-7 2 Campodazzo con Eveline

Fra una salita e l’altra c’è Chiusa Valgardena; il paese così caratteristico dà la netta impressione di addentrarsi nel profondo Nord. Non mancano le fontane d’acqua fresca…

12-7 3 Chiusa Valgardena, fontana

Poi, dopo Bressanone, la mappa sul gps mi svela un laghetto nascosto sulla sinistra della strada, ottimo per una sosta; è l’oasi naturale del lago di Varna, davvero bello, dove un drappello di vacanzieri occupa un prato vicino ad un chiosco.

Più in là la strada s’addentra nel bosco ed è ora di mangiare qualcosa.

46°45’41.76″N  11°38’3.73″E

12-7 4 Lago di Varna, oasi naturale

Vipiteno è vicina. A Stilves la strada secondaria è stretta e fresca.

12-7 5 Verso Stilves, strada nel bosco

La ridente cittadina che produce yogurt è in pianura, bella e tranquilla; salgo per 3 km verso il passo del Brennero e raggiungo l’albergo trovato con le varie applicazioni dell’iPhone.

Qui mangio come un’anaconda perché, pur avendo la mia spesa, in albergo c’erano cose invitanti. Una birra, poi, è sempre un ottimo modo per concludere la serata.

12-7 6 Novale di sotto, hotel e birra

Gasthaus Schaurhof
Ried 20 Novale • Ried-Sterzing (Novale-Vipiteno)
Tel./Fax +39 0472 – 765366
http://www.schaurhof.it info@schaurhof.it
46°55’7.55″N  11°26’48.70″E

13/7, giorno 5, Vipiteno – Mösern im Tiröl (A), 86 km.

Comincia la salitona per il passo; dura “solo” una decina di chilometri e c’è una ciclabile corredata di ponti in legno alquanto robusti.

13-7 1 Verso il Brennero, ponte robusto

In cima alla salita mi accorgo di aver dimenticato il caschetto in albergo; perdo così il primo pezzo. Ci sono volute due ore per arrivare lassù…

Il passo non ha dogane; è spuntato un centro commerciale-outlet di varie marche di moda, con prezzi meno convenienti di quelli in pianura ma appetibili ai nostri ex-nemici di varie guerre.

Ci sono un sacco di moto che mi ricordano quando anche a me, giovincello, sembrava “eroico” transitare sui passi con sessanta cavalli sotto il serbatoio. Pivelli!

13-7 2 Brennero

Segue una bella discesa che non affatica i freni, così asciugo il sudore; poi la strada torna in saliscendi e in una tranquilla Domenica entro a Innsbrück. Nessuno in giro ad eccezione di un folto passeggio nel centro storico. Nubi minacciose promettono acqua e manterranno la promessa.

13-7 3 Innsbrück

Cerco la strada prevista seguendo l’Inn verso Ovest, ma a Zirl due corpulente signore mi informano che sto imboccando una superstrada non permessa ai ciclisti, oltretutto con pendenze notevoli. L’alternativa è più lunga e anche qui la pendenza non scherza.

Dopo 8 km con la lingua fuori è quasi sera, pioviggina e a Mösern i.T. un Bed & Breakfast mi accoglie con tanta cortesia e… una vasca da bagno!

Mentre si apparecchia il diluvio il vicino ristorante offre un bel panorama e intrugli gustosi (in basso a sx il b&b “Haus Lukas”).

13-7 4 Mösern im Tiröl, vista dal ristorante

Passeggiata serale sotto la pioggia.

13-7 5 Mösern im Tiröl, piove

B&B Haus Lukas
An Boch 1 A-6100 Mösern/Seefeld
+43 5212 – 4640   +43 664 – 1209275
http://www.haus-lukas.at  info@haus-lukas.at
47°18’39.70″N  11° 8’49.92″E

14/7, giorno 6, Mösern im Tirol – Kochel am see (D), 70 km.

Dopo una buona dormita e una buona ma non abbondante colazione finisce presto la salita, la strada scende e poi si appiana sulla Leutaschtal.

Registro i freni e a Weidach il tempo ricomincia a grugnire.

14-7 1 Weidach, prato, va a piovere

La strada pianeggiante incoraggia a migliorare la media, ma puntuale arriva un acquazzone.

Sosto un po’ a Gasse, poi metto la mantellina (unica volta) e riparto sotto l’acqua che continuerà a cadere per decine di chilometri fino in Germania.

14-7 2 Ahrn, piove, riparo sotto casetta in costruzione

Superato il nuovo confine e la cittadina di Mittenwald, spesa al Lidl di Krun per succhi di frutta, cioccolato e cena, mentre il ginocchio sinistro continua a protestare.

Il sederino, invece, dopo aver molto sofferto, comincia a farsi una ragione della necessità e migliora, mentre la pioggia continua. Nella bici sento un piccolo clic al movimento centrale ad ogni giro di pedale mentre la ciclabile sterrata offre un bell’ambiente.

14-7 3 Campagna bavarese, ciclabile sterrata, torrente

Più in là c’è un lago, il Walchensee, che costeggio;

14-7 4 Walchensee

poi si sale un po’, poi si scende un po’… infine il Kochelsee.

14-7 5 Kochel am see, in riva al lago

In una farmacia acquisto Diclofenac pomata per il mio ginocchio e una siringa per introdurre olio nel gruppo dei pedali senza smontarlo. Il clic sparisce dai pedali ma non dal ginocchio…

Durante la serata il cielo offre uno spettacolo notevole

14-7 6 Kochel am see, arcobaleno

e l’albergo (una fattoria con b&b, per la verità) una nottata confortevole.

14-7 7 Kochel am see, vista dall'albergo notturna

 47°39’35.65″N  11°21’55.13″E

15/7, giorno 7, Kochel am see – München, 88 km.

Ancora una colazione buona ma razionata, il tempo tiene ma è incerto, il ginocchio soffre e l’ho imburrato di pomata. Avanti!

15-7 1 Verso Starnbergersee, strada nel bosco

A Penzberg, intanto, compro una Sim tedesca per il telefono, così non sarò costretto a girare per trovare reti libere. Il mondo è ancora nelle mie mani.

Raggiungo il lago Starnberg su una strada non difficile, il ginocchio è ormai in avaria e pedalo a una gamba e mezza.

Il lago è molto bello e merita una sosta contemplativa.

15-7 2 Starnbergersee, contemplazione del lago

La strada (pagina precedente) attraversa piccole foreste e l’avvicinamento a Monaco è piacevolissimo: verde, strade belle e poco trafficate, frutti di bosco…

In città acquisto e provo il Voltaren gel che sembra funzionare meglio, anzi no. Cercando l’albergo coll’iPhone trovo un ostello molto economico, proviamo! Gli alberghi sono alquanto cari.

Sono sempre bei posti. Serata in centro con abbondanza di birra, com’è ovvio.

Marienplatz

15-7 3 München, Marienplatz

Karlsplatz con tre pensatori

15-7 4 München, Karlplatz

 48° 8’32.13″N  11°33’28.40″E

16/7, giorno 8, München – Niederstimm, 110 km.

Colazione buona e abbondante ma ho dormito maluccio perché c’era un po’ di casino.

Ho provato a spalmare i vari gel sul ginocchio insistendo molto col massaggio e sembra che la cosa funzioni.

Partenza e, fuori città, sosta all’Olympiastadion.

16-7 5 München, Olimpiastadion

A Nord di Monaco ci sono zone abitate fino a Dachau, poi la strada si apre in una campagna coltivata a birra. Sì, va be’, orzo e luppolo…

I paesini di poche case distano circa tre km l’uno dall’altro e sono disposti come grani di sale in una focaccia, cioè nei buchi. Ciò significa che si alternano un paio di km di salita non ripida e un altro paio di discesa.

Le ciclabili smettono di esistere, ogni tanto passa un camion e c’è un po’ di suspence (mi avrà visto?); va tutto bene, loro sono molto corretti perché sorpassano spostandosi sull’altra corsia e se non possono farlo aspettano. In cambio io accosto per farli passare.

Un buon contributo è dato dalla freccia rifrangente che avrete notato dietro la bici: quando la espongo i sorpassi di tutti i veicoli sono molto più distanti; la consiglio vivamente a chiunque viaggi in bicicletta.

Mentre dalla Padania giungono notizie di tempo autunnale qui fa veramente caldo e la scorta d’acqua va mantenuta: sono finite le fontane di montagna e in questi luoghi non ci sono fontanelle di paese.

Un buon modo per ottenerla è fermarsi presso le chiese, vicino alle quali ci sono piccoli cimiteri con i rubinetti d’acqua per i fiori.

Qui a Biberbach (vi sfido a trovarlo sulla cartina) c’è anche un po’ d’ombra e una simpatica vespa che decide di pungermi.

16-7 6 Sosta a Biberbach, stele per caduti

Da un po’ di tempo mi sembra che la bici vada in salita anche in pianura e penso che sia colpa del ginocchio; però oggi va meglio e mi convinco che dovrebbe essere più scorrevole.

Mi viene un dubbio: verifico e… rifaccio la regolazione dei freni, perché in quello posteriore una pastiglia era a contatto col disco.

Sì, ho fatto 200 km con la bici frenata, cioè da dopo Mösern.

Non male, mi faccio i complimenti.

Fa caldo, a Niederstimm c’è un laghetto con gente a mollo; in un attimo sono dentro anch’io.

Non immaginavo che la sera avrei dormito lì.

(La freccia in quel punto non è intenzionale).

16-7 7 Niederstimm, laghetto e bagno

Infatti, dopo pochi km, ho cominciato a cercare l’albergo, ma pare che in quella zona non siano previsti; o, meglio, ce ne sono pochissimi e quei pochi erano completi, forse per una qualche manifestazione nelle vicinanze.

Poco male, vado a cenare dalla Susy e poi pianterò la tenda in riva al lago.

Chi è la Susy? È la prima cui ho chiesto informazioni; gestisce una gasthaus senza zimmer nelle vicinanze del lago.

Mi ha regalato momenti unici quando le sue giovani ed enormi braccia mi hanno portato le patatine fritte più buone che avessi mai provato, insieme a un paio di weizen e ad altre pietanze würstelose.

Alcuni avventori del tavolo vicino si sono interessati alla mia ricerca di albergo (erano presenti quando avevo chiesto informazioni) e, saputo che avrei dormito in tenda, si sono preoccupati di farsi interpreti con la Susy dei dettagli della colazione che avrei trovato il giorno dopo. Colazione che arriverà puntuale, con ogni ben di Dio, al prezzo di… 6 Euro, con tanto di invito a trafugare scorte per la giornata.

La cortesia tedesca è davvero speciale: lungo la strada, il giorno precedente, mi ero fermato a consultare le mappe sull’iPhone e subito un tizio su una cabriolet si è fermato per chiedermi se avessi bisogno di indicazioni; ho detto “Pfaffenhofen” (non è stato facile) e lui mi ha spiegato con precisione come interpretare gli incroci che avrei trovato prima di quella città.

Nella notte in riva al laghetto la bici ha dormito senza ruote, come si vede: tenerle in tenda rende leggermente più complicato un eventuale furto, anche se la preoccupazione era ben lontana in quei paraggi.

17-7 1 Niederstimm, laghetto e tenda

Trovate la Susy e le sue patatine qui:
48°43’1.22″N  11°27’58.51″E

17/7, giorno 9, Niederstimm – Roth, 100 km.

Ho trascorso la notte abbastanza bene anche se il praticello non era morbidissimo; il ginocchio sembra funzionare.

Da due notti non ricarico né la batteria del telefono né quelle di appoggio e le scorte di elettricità scarseggiano. Con un po’ d’attenzione dovrei farcela.

A Ingolstadt stanno costruendo un grosso palco in un grosso parco e ciò spiegherebbe la carenza di posti in albergo; intanto oltrepasso il Danubio, vecchia conoscenza di altri viaggi le cui acque marroni non ricordano il valzer di Strauss.

17-7 2 Ingolstadt, ponte sul Danubio

I paesini si susseguono; fra l’uno e l’altro abbondano cespugli di more, lamponi, mirtilli… Si susseguono quindi anche le soste.

A Denkendorf il giardino non recintato di una casa attira la mia attenzione.

17-7 3 Denkendorf, giardino con costruzioni in pietra

Giornata abbastanza tranquilla; dopo un’altra quindicina di km sosta a Kinding per rifornimento d’acqua presso una rara fontanella.

17-7 4 Kinding, fra le case con fontanella

Non accade nulla di particolare e dopo circa novanta km in tutto arrivo a Roth, dove dovrebbe esserci un albergo che non ho trovato pur chiedendo a varie persone.

Solo dopo varie ricerche Luigi, gestore della Pizzeria Calabria, telefona e trova proprio l’albergo che stavo cercando, prenotandomi anche la camera.

Dopo la doccia torno da lui a mangiare un’ottima pizza davvero piccante.

Hotel jägerhof
Außere Nurnberger Straße, 40 • 91154 Roth (D)
Tel. +49 09171 – 2038  Fax +49 09171 – 892402
http://www.jaegerhof-ag.de  info@jaegerhof-ag.de
49°15’59.13″N  11° 4’45.68″E

Trattoria Pizzeria Calabria da Luigi
Schleifweg 32a • 91154 Roth
Tel. 09171 – 856684
Chiuso Lunedì
49°15’14.74″N  11° 5’42.54″E

18/7, giorno 10, Roth – Sassanfahrt, 100 km.

Dopo due notti approssimative ci voleva proprio un bel riposo.

Ho dormito come un impiegato comunale in orario di servizio, lavato i panni che ormai erano finiti e fatto un’ottima colazione.

Anche il ginocchio è più contento e comincia a tenere, il problema si esaurirà in un paio di giorni.

Come già altre volte ho comprato tè e succhi di frutta per integrare le bevute del viaggio.

La provinciale è trafficata e stretta, le ciclabili non sono previste in queste zone; così devio per strade secondarie e, dopo una trentina di chilometri, arrivo a Norimberga.

Nonostante sia una bella giornata il posto non mi piace, è una città caotica ed anche i luoghi più caratteristici sono commercializzati in stile “cinese”.

C’è un derelitto vestito di bianco su un palco che imita Elvis e deve chiedere gli applausi per ottenerli dai quattro spettatori.

La cattedrale è cupa e severa, mi guarda storto.

18-7 1 Norimberga, piazza

In una piazza adiacente c’è una manifestazione espositiva dove si esibisce anche l’esercito dei nostri ex-alleati cui abbiamo sparato durante la loro ritirata nel 1945.

18-7 2 Norimberga, carro armato

Ora devo cercare il primo canale; non faccio l’antennista, ma, sul percorso che ho programmato, ci sono due lunghi canali dotati di ciclabile che sono una manna, perché garantiscono la pianura e offrono direzione sicura senza dover consultare le mappe ad ogni incrocio.

Questo in teoria.

18-7 3 Dintorni di Norimberga, Main-Donau-Kanal

In pratica, invece, appena trovato il canale (Main-Donau-Kanal, formato con le acque del Danubio) faccio in tempo a percorrerne circa due chilometri che un’interruzione per lavori mi butta fuori; il giro che segue mi costringe a farne altri 10 per superare un tratto di 500 metri.

Non ho fretta.

Il percorso è poi bello, l’unica noia è il rumore del brecciolino di cui è ricoperta la pista; solo le zone di attracco dei barconi sono asfaltate.

18-7 4 Canale con barconi

Dopo 30 km a una buona media una panchina coincide con una zona d’ombra e merita una tardiva sosta mangereccia. Sono le tre e mezza pomeridiane.

18-7 5 Sosta all'ombra sul canale

Sosta lunga, poi percorro altri 20 km. Una concomitanza di incroci fluviali e relative strutture mi devia verso i centri abitati; è ora di cercare un posto per la notte.

Mentre attraverso un paesino (Sassanfahrt) un profumo di pesce fritto mi conturba i cinque sensi e vedo un raduno di indigeni che gozzovigliano in un biergarten…

Chiedo informazioni sulla zimmer, che trovo poco più in là, poi torno in quel luogo allegro e conviviale.

18-7 6 Sassanfahrt, grigliata in compagnia

Accolto con grande gentilezza, accomodato fra loro, è un attimo chiacchierare e raccontare del viaggio.

Mangio due meravigliosi pesci di marca sconosciuta pescati nel canale, cotti e insaporiti magistralmente,

ci bevo tre birre e la serata trascorre in allegria.

18-7 7 Sassanfahrt, pesce alla griglia

Tornato alla pensione mi spiaceva andare a letto presto… Va bé, un’altra birra con würstel e patatine. Non so più se il maiale era nel piatto o seduto al tavolo.

49°48’27.94″N  10°58’52.35″E

19/7, giorno 11, Sassanfahrt – Bad Rodach, 98 km.

Dopo qualche incertezza ritrovo il canale che senza particolari impedimenti mi scodella a Bamberg; sembra una città caratteristica e provo ad entrarci.

Carina, ma senza attrattive particolari per un visitatore sfuggente come me. Un bel castello, un bel ponte sul Meno (altra vecchia conoscenza), un’unica fontana d’acqua non potabile. Si prosegua!

19-7 1 Bamberg, ponte su canale minore

Rimediata l’acqua presso una stazione di servizio provo ad evitare la provinciale scegliendo strade minori. Gran saliscendi fra i campi e sotto il sole, il termometro segna fino a 43 gradi.

Nel frattempo l’infallibile odometro segna il passaggio dei mille chilometri.

19-7 3 Zapfendorf, 1000 km 2

Ritrovo la provinciale, finiscono i saliscendi e c’è anche qualche tratto con pista riservata; ciò migliora la media.

A Coburgo, nel centro storico, c’è una meravigliosa fontana con getti di acqua potabile e tre indigeni che si tuffano allegramente.

In un angolo appartato mi munisco di costume da bagno, mi avvicino con noncuranza…

Finisce a tuffi in compagnia, canzoni alla loro chitarra e scambio culturale di birre e toscanelli.

Ciao Felix, a te e ai tuoi tatuati soci!

(Ma come ho fatto a perdere i pantaloncini che indossavo? Non li ho più ritrovati…)

19-7 4 Coburg, compagni di bagno nella fontana

Il bagno fresco mi ha ridato buona parte delle energie perdute, ma, dopo altri 20 km, è quasi sera e devo girare ancora per individuare l’albergo giusto.

A Bad Rodach, in una specie di ranch con stanze al pianterreno, la bici dormirà in stanza con me.

Due birrette serali nelle vicinanze.

19-7 5 Bad Rodach, stanza d'albergo con bici

Hotel Alt Rodach
Heldburger Straße 57 • 96476 Bad Rodach
Tel. +49 9564 – 92200 Fax +49 9564 3243
50°20’2.83″N  10°46’32.17″E

20/7, giorno 12, Bad Rodach – Gotha, 90 km.

Sarà una giornata dura.

Dopo una decina di km. tranquilli si comincia a rampare con fatica, poi tre minuti di discesa annullano il dislivello e poi altra salita.

A Schleusingen c’è un ruscelletto a cui accedo per rinfrescarmi.

Mentre mi asciugo esce, dalla casa adiacente, un’anziana signora dalla gentilezza smisurata che mi offre da bere e mi rimpingua le bottiglie d’acqua… Grazie, una squisita bevanda naturale col sapore della gentilezza.

Ancora salita verso Suhl dove faccio l’unica foto decente della giornata.

20:7 1 Suhl, piazza con fontana

Segue discesa e ancora una salita spaccafiato fino a Oberhof, quota 820. Rifornimento d’acqua presso un autolavaggio.

La strada scende poi gradevolmente fino a quota 300 e, alle porte di Gotha, un albergo molto economico ma non scadente mi darà ospitalità e wi-fi.

Nel bar sottostante berrò tre weizen da mezzo litro con patatine fritte e currywürst, ma tornando verso la camera noto un pianoforte e allora… concerto. Mozart, Beethoven, Schubert, Genesis.

Dopo gli applausi degli avventori arriva anche la quarta birra offerta dal gestore.

Il conto della cena? 5 euro, un euro a birra e due per il piatto.

Gaststätte und Pension Lindenhügel Inh.
Ohrdurferstrasse 40 • 99867 Gotha (D)
+49 03621 736569
50°55’44.55″N  10°42’55.86″E

21/7, giorno 13, Gotha – Nordhausen, 107 km.

I due km che mi separavano da Gotha sono stati avventurosi. Una strada stretta e piena di camion, senza ciclabile né banchina, il tutto di Lunedì mattina in una città molto attiva; dopo ciò la strada diventa agreste e tutto è migliorato ma è ritornata anche la forma “a focaccia” del territorio.

21-7 1 Allmenhause, campagne sperdute e ventose

A Döllstadt è segnato un percorso ciclabile; in realtà è una strada orribile, una pietraia sconnessa sulla quale proseguirò a mano fino a Großvargula (che razza di nomi! Per non farci mancare nulla seguiranno Urleben ed Ebeleben).

Un breve acquazzone, proprio al momento giusto perché, mentre scendo verso Sondershausen in picchiata a 60 all’ora, non posso fermarmi sulla trafficata provinciale e poi… sono già bagnato.

Poche storie, sosta e quando smette proseguo fino a Nordhausen, dove c’è un albergo confortevole.

Giro in città, cena con prodotti locali e birra.

21-7 2 Gundersleben, piove

Hotel Avena
Hallesche Straße 13 • 99734 Nordhausen
Tel. +49 03631 – 602060 Fax +49 03631 – 6065404
http://www.avena-hotel.deinfo@avena-hotel.de
51°29’42.94″N  10°47’53.89″E

22/7, giorno 14, Nordhausen – Homburg, 95 km.

Si sale, si scende, poi si sale…

Si raggiungono i 600 m spesso fra i boschi.

22-7 1 Verso Hasselfelde, salita

Trovo fragoline, il che non aiuta la media di viaggio. Ma sono buooone…

Dal basso del bosco salgono voci di un allegro coretto che mi fa immaginare un gruppo di gnomi in festa.

Nel Naturpark la mappa prospetta due laghi artificiali e provo ad avvicinarmi. Belli da lontano, non da vicino, sono inaccessibili e l’acqua non invoglia al bagno.

22-7 2 Verso Blankenburg, diga su lago artificiale

Su una lunga discesa stabilisco il record di velocità, 66,2 km/h. In bici fa un po’ paura. Si sale ancora, bene! (Si fa per dire.)

A Blankenburg comincia un po’ di pianura, meno male… C’è anche un bel parco.

22-7 3 Blankenburg, giardini con fontana

Poi Wernigerode, Osterwieck e strade fra i campi.

A Hornburg è quasi sera e una bella pensione mi accoglie; il paese è molto caratteristico e merita un giro, dopodiché… Insalatona, tre birre e gelato all’amarena con dentro non so quante decine di amarene, giustappunto.

22-7 4 Hornburg, strade del paese

22-7 5 Hornburg, insalatona mista

Reinhards Pension
Vorverk 1 • D-38315 Hornburg
Tel. +49 5334 – 948010 Cell. +49 176 20569300
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52° 1’45.57″N  10°36’18.98″E

23/7, giorno 15, Homburg – Knesebeck, 100 km.

Ricominciano le ciclabili; seguendo le freccine verdi scopro bellissimi posti con ruscelli e tanto verde.

A Wolfenbüttel c’è un parco dove chiacchiero col vicino di panchina e riposo un po’.

23-7 1 Wolfenbüttel, parco con fontana

Più oltre c’è Braunschweig dove dovrei raggiungere il secondo canale previsto. Entrando in centro trovo un vicentino che vive lì dal 1963 e ha sposato una turca, intesa come donna.

Mi dice che si vive bene, non fatico a crederlo…

Foto di rito.

23-7 2 Braunschweig, piazza con fontana

Esco dalla città per trovare il canale e lo trovo, ma per raggiungere l’argine devo seguire un percorso di guerra fra sterpi e ponte ferroviario.

L’argine, poi, è brutto e inquietante, i rovi lo invadono, la parte percorribile è stretta e vicinissima all’acqua. Appena possibile ne esco attraverso una ripida scalinata fra le sterpaglie; le strade secondarie sono decisamente meglio.

Ne percorro una dozzina di km mentre gli scolari rientrano a casa (il 23 Luglio!).

23-7 3 Wedesrüttel, scolari

Quando incontro di nuovo il canale la situazione sembra nettamente migliorata. Scendo e va tutto bene, ma… una nuova insidia mette in discussione il ritmo del mio viaggio.

Un meraviglioso laghetto, visto prima sulla mappa e poi intravisto fra gli alberi del canale, mi chiama con voce suadente.

Pronti, costume da bagno e dentro.

23-7 4 Tankumsee, bagno

Sosta lunga e generi di conforto.

Risalito sul canale c’è un po’ di vento contrario. C’è molto vento, c’è moltissimo vento contrario. Riesco a tenere i 15 all’ora e il fondo sterrato non aiuta.

23-7 5 Dagerbrück, barcone sul Mittellandkanal

Pian piano arriva l’ora che volge il disìo, esco dal canale e a Knesebeck trovo una buona pensione con l’aiuto di una gentildonna che sovraccaricava la sua bici.

Buon cibo… Va be’, ancora currywürst e patatine. Ma il curry è una spezia salutare!

Il tutto accompagnato dalle solite tre birre e da qualche chiacchiera con una coppia di anzianotti avventori.

23:7 7 currywürst

52°40’45.90″N  10°42’9.43″E

24/7, giorno 16, Knesebeck – Bergedorf, 130 km.

Niente canale perché le provinciali sono tranquille e c’è meno vento.

In una campagna aperta supero il limite di latitudine Nord raggiunto nel 2011 nel viaggio verso Amsterdam (Enkhuizen, 52° 42′ 13”).

24-7 1 Campagna panoramica e superamento latitudine Nord

Per un po’ va tutto bene, poi piove, poi smette, poi piove… ma poco.

C’è Uelzen, una città come tante.

24-7 2 Uelzen, scorcio

Dopo Bad Bevensen e Bienenbüttel le strade scarseggiano e torno sul canale.

Lüneburg si presenta incazzosa e trafficata, sembra essere il polo logistico e industriale della vicina Amburgo. La evito.

Poco dopo comincia a piovere con intenzioni serie, riesco appena in tempo a rifugiarmi sotto la tettoia di un capannone e un acquazzone fortissimo rinfresca l’aria.

I carrellisti guardano incuriositi e capiscono.

Mezz’oretta di sosta, dunque; poi lungo il canale c’è un’enorme diga con impianti che sollevano di circa 40 m le imbarcazioni ancora immerse nelle vasche. Trattandosi di barconi lunghi decine di metri e stracarichi di materiali (in genere asfalto) l’impianto è davvero notevole. (Lo so, il peso della vasca è lo stesso con o senza barcone.)

24-7 3 Scharnebeck, diga con sollevatori

Molte case, intanto, mostrano un tetto fatto di ramaglie; a questa latitudine è supponibile che sia un sistema molto efficace contro il freddo.

24-7 4 Marschacht, casa con tetto in paglia

Poco dopo lascio il canale per evitare eventuali intoppi alla vicina confluenza con l’Elba e per mantenere una rotta più rivolta verso Amburgo, che è a Ovest.

A Geesthacht scavalco l’Elba su un lungo ponte; intanto chiacchiero con una coppia di tedeschi a pedali che mi scatta la foto e mi rassicura sulla direzione.

24-7 5 Geesthacht, ponte sull'Elba

Poi ci sono boschi e campagne, seguiti da una periferia con ciclabile appartata e gradevole.

A Bergedorf non c’è alcunché di turistico e trovo una stanza in un hotel cinese senza colazione. Mèj che nient.

Per trovare la cena (è un po’ tardi) mi sposto di due km verso Reinbek e a Wentorf c’è un “imbiss” ancora aperto gestito da un turco simpatico che propone pizza piccante e un paio di buone birre, concludendo bene la serata.

Se proprio siete disperati l’hotel è qui:
53°29’12.34″N  10°12’59.97″E

25/7, giorno 17, Bergedorf – Klein Gladebrügge, 90 km

Lascio il postaccio cinese e punto verso Amburgo.

Abbondanti more sul percorso anticipano la colazione che completerò con brioche e succhi di frutta del Lidl.

25-7 1 Verso Amburgo, more

Quel poco che ho visto di Amburgo non mi piace granché, sembra enorme, trafficata e poco attraente.

Un ragazzo veneto mi chiama dopo aver letto la maglietta e facciamo due chiacchiere, intanto mi consiglia sul percorso.

Pioviggina.

In centro, vicino ad un mercato affollato, l’imponente palazzo del Municipio se la tira un po’.

25-7 2 Amburgo, palazzo

Ci sono anche due laghi, il Binnen-Alster, più piccolo, e l’Ausser-Alster, alimentati dalle acque dell’Elba attraverso i numerosi canali.

Questo è il primo, dopo il ponticello sullo sfondo inizia il secondo.

25-7 3 Amburgo, lago

Sotto una pensilina devo aspettare che il tempo smetta di frignare e dopo una mezz’ora esco dalla città in direzione NE per riconquistare la giusta rotta.

Una lunghissima uscita, circa 20 km attraverso un’interminabile periferia su una ciclabile obbligata e vibrante perché fatta tutta a mattoncini. Noiosetto.

Poi campagne, supero Bargteheide dove visito un mercatino, scrocco assaggi e integro con le mie scorte.

Supero anche Bad Oldesloe e, poco prima di Bad Segeberg, decido che per oggi può bastare; ho fatto 90 km e non ho particolare fretta.

Un cartello “Zimmer” mi attira e a un prezzo bassissimo due simpatici e gentili vecchietti, di un’età compatibile con la militanza nelle SS a loro tempo, mi offrono una deliziosa cameretta in rosa e il loro frigorifero ricco di bevande a un euro al colpo.

Anche la colazione sarà ottima.

Doccia e birretta, poi di fronte c’è una gasthaus che propone insalata al tonno e altre tre birre mentre il tempo strizza le ultime gocce.

25-7 4 Klein Gladebrügge, birra, cibo e ghigno

 53°55’17.54″N  10°19’14.99″E

26/7, giorno 18, Klein Gladebrügge – Heiligenhafen, 110 km.

Dopo Bad Segeberg la strada attraversa le campagne e a Seedorf c’è un bel tratto sterrato nel bosco.

26-7 1 Seedorf, sterrato nel bosco

In 20 km raggiungo Plön che sulla cartina sembrava una magnifica perla incastonata in un gruppo di laghi; in realtà è un covo di vacanzieri ed i bei laghi sono quasi inaccessibili fra ferrovia e proprietà private.

Foto panoramica e lascio il posto; devo orientarmi a Est e provo a seguire un percorso minore verso Malente…

26-7 2 Plön, panoramica

Davvero minore, la mia app Motionx-Gps ha delle mappe davvero dettagliate.

Il percorso individuato è in realtà un sentiero stretto affiancato da rovi e ortiche attraverso campagne sperdute; le uniche anime vive sono raggruppate all’ombra di questa quercia (pagina precedente) oppure ronzano intorno a me.

26-7 3 Behl, sentiero sperduto nella campagna con pecore

Ritrovata la civiltà, dopo Schönwalde la strada si orienta a Nord e attraversa un bel bosco, coerentemente col nome del luogo.

26-7 4 Scheelholz, strada nel bosco

La costa è vicina! Pensando a Forrest Gump la raggiungo di lì a poco; il panorama non è granché e proseguo lungo la spiaggia, perdendomi subito all’interno di un campeggio affollato; ne esco dopo un lungo giro e mi rassegno a dirigermi verso Oldenburg, più interna, per l’unica strada possibile da cui raggiungerò finalmente Heiligenhafen.

Questo è davvero un bel posto.

Città dedita alla pesca, ricca di locali e negozi; fatico un po’ a trovare l’albergo. Un gentile albergatore al completo ha preso il telefono e mi ha trovato una camera, l’ultima disponibile, presso un suo omologo. Tutto bene, quindi: bagno in spiaggia (dannazione, ho insabbiato la catena della bici), cena con insalatona e solite birre.

Serata al porto a guardare il mare. La notte è trascorsa bene con la serenata dei gabbiani e una forte pioggia.

Sulla bici all’aperto si sarà lavata la catena…

26-7 5 Heiligenhafen, notturna

 54°22’21.84″N  10°59’1.68″E

27/7, giorno 19, Heiligenhafen – Lundby (DK), 110 km.

Alla reception c’era un secchio di cioccolatini. Quante volte ci sarò passato?

Parto e, poco dopo, devio per Großenbrode, dove il mattino presto (va be’, erano le 11) offre un bel posto balneare ancora tranquillo.

Buffi i loculi per ripararsi dal vento.

27-7 1 Grossenbrode, di spalle guardo il mare

Poca strada ancora ed ecco il ponte per l’isola Fehmarn.

27-7 2 Ponte per la Fehmarn

L’isola scorre abbastanza facilmente e dopo un’ora e mezza c’è l’imbarco per il traghetto.

27-7 3 In attesa al traghetto

La terra promessa è vicina ed il tempo è splendido!

27-7 4 Sul traghetto

Dopo lo sbarco ci sono strade lunghe e rettilinee, senza ciclabile ma tranquille.

Lasciato il porto di Rødbyhavn il primo centro abitato dove c’è una banca è a 15 km, Maribo, un posto apparentemente deserto; qui un bancomat mi rifornisce di corone danesi.

27-7 5 Maribo, DK

Sono circa le quattro e decido di proseguire un po’.

A Guldborg la strada attraversa uno stretto sul mare; in una sosta presso il villaggio di pescatori un indigeno di mezza età legge la maglietta e mi chiede notizie in un ottimo inglese.

Segue una simpatica chiacchierata.

27-7 6 Guldborg, ponte mobile

27-7 7 Guldborg, villaggio

A Øster Kippinge una super ciclabile mi agevola il percorso.

Come in tutto il resto d’Europa (tranne noi) non esistono cartelli stradali piantati nel mezzo della pista.

27-7 8 Øster Kippinge, provinciale con ciclabile

Un lungo e scalcinato ponte mi porta a Vordingborg, dove spero di trovare un albergo.

27-7 9 Orehoved, ponte per Vordingborg

Nel frattempo la Sim tedesca mi ha abbandonato e una rete aperta mi permette di scoprire che lì non ci sono alberghi, a parte uno un po’ strano la cui reception aveva chiuso due ore prima.

Localizzo quindi un b&b a Lundby, fissandolo con lo screenshot del telefono.

Altri 15 km nei quali mi perdo in strade di campagna cieche; raggiungo la strada attraversando circa un chilometro di campi aspri, un fossato profondo ma asciutto e una ferrovia trafficata.

Qui perdo la fedele freccia laterale, me ne accorgerò solo la mattina dopo. Senza fare il conto dei graffi sulle gambe localizzo il b&b, dove all’imbrunire una simpatica signora col suo grosso cane mi accoglie in un’ottima stanza confortevole; nessun locale aperto nella zona ma la signora offre pane, salame e birra nel vasto giardino guardando il tramonto.

27-7 11 Lundby, panoramica dal giardino del b&b

 Bed and breakfast Bøgebjerghus v. Britta Sørensen
Lundby Hovedgade 139 • 4750 Lundby
Tel. +45 2190 1937
http://www.boegebjerghus.dk mail@boegebjerghus.dk
55° 6’43.83″N  11°53’21.24″E

28/7, giorno 20, Lundby – Copenaghen, 100 km.

Notte di riposo molto piacevole nell’ampio sottotetto, buona colazione e partenza.

La strada è una stretta provinciale con gli ultimi saliscendi, senza pista, che mi conduce a Køge lungo un mare poco visibile; poi diventa molto veloce anche grazie alla corsia riservata e, attraverso un’ampia periferia, raggiungo Copenaghen.

Il b&b di Lundby aveva il wifi, così in serata avevo fotografato le schermate di vari alberghi e ostelli.

Uno di questi è il Danhostel, che vanta di essere il più grande ostello d’Europa: 17 piani, 15 camere per piano, otto letti ciascuna.

Brulicava di turisti e un cartello mi permeava di pessimismo parlando di prenotazioni complete; tuttavia la gentile receptionist mi offriva un posto libero al 15º piano. Bellissimo.

28-7 1 Copenaghen, vista dall'albergo

Sono le 4, ho ancora tempo per girare la città. Una città viva, dappertutto c’è acqua.

28-7 3 Copenaghen, fontana dell'Amaliehaven

28-7 4 Copenaghen, fontana del Castellet

Copenaghen è stupenda: gente che si diverte e si tuffa in acqua, gente in giro, ciclisti ovunque.

28-7 8 Copenaghen, panoramica sul canale

28-7 2 Copenaghen, panoramica sulle strutture del canale

Seguendo luoghi belli m’imbatto nel punto d’arrivo ideale del mio viaggio.

28-7 5 Copenaghen, con sirenetta e bici

La statua è bellissima, non tanto per la fattura: piccola e poco rifinita, il suo fascino è racchiuso nello sguardo nostalgico con cui guarda il suo mare e giustifica la meritata fama.

28-7 6 Copenaghen, sirenetta

Notturna dalla camera d’albergo.

28-7 7 Copenaghen, notturna dall'albergo

Danhostel
H.C. Andersens Boulevard 50 • 1553 København V
Tel. +45 3311 8585 Fax +45 3311 8588
http://www.danhostelcopenhagencity.dk   danhostel@danhostelcopenhagencity.dk
55°40’16.17″N  12°34’34.69″E

29/7, giorno 1 dopo l’arrivo, Copenaghen.

Colazione a volontà, poi esco a fare il bagno nel canale.

Acqua fresca, quasi pulita, poco salata; asciugo al sole e contemplo, poi torno in camera a fare la doccia.

Percorro i 5 km per l’aeroporto di Kutrup, dove trovo informazioni per l’indomani e provo ad imboccare la strada per il bellissimo ponte dell’Øresund che conduce in Svezia dopo un tratto sottomarino; purtroppo è un percorso autostradale ed è vietato alle bici.

La zona ha percorsi obbligati che mi allontanerebbero, ma trovo un percorso minore che mi permette di ammirare il ponte dagli scogli.

29-7 1 Copenaghen - Tarnby, ponte dell'Øresund 1

29-7 2 Copenaghen - Tarnby, ponte dell'Øresund 2

Durante il ritorno procuro la pellicola e il nastro adesivo che serviranno per imballare la bici per il viaggio sull’aereo, poi proseguo la visita della città.

Anche oggi è una bellissima giornata… Giungono notizie da casa di un Luglio simile a Novembre!

29-7 3 Copenaghen, canale in zona aperta

Gli scorci sono stupendi e raccontano di una città vivibile, piacevole, rilassante.

Questo è il laghetto Sortedams Sø, in pieno centro.

29-7 4 Copenaghen, laghetto Sortedams Sø

Le strade sono affollate di ciclisti il cui numero non sembra inferiore a quello delle automobili in circolazione.

29-7 5 Copenaghen, traffico ciclabile

In cerca di cibo ripasso vicino alla Sirenetta che non si trova in un luogo particolarmente importante, ma bensì in un punto anonimo del lungomare, anzi del lungocanale.

29-7 6 Copenaghen, sirenetta da lontano

Vicino all’ostello ci sono le strutture su cui la gente prende il sole e si tuffa da varie altezze.

Mi butto ancora in acqua poi resto a guardare i loro tuffi, oziando e gustando un toscanello.

29-7 7 Copenaghen, tuffatori

Arriva la sera; faccio ancora qualche passeggiata nelle vicinanze dell’imponente edificio che mi ospita.

La partenza è vicina e comincio ad assaporarla… Sarà bello ritornare!

29-7 8 Copenaghen, Danhostel

30/7, giorno 2 dopo l’arrivo, Copenaghen – Malpensa – San Martino.

C’è ancora tempo per un giro nel centro storico dove trovo un po’ di commercio turistico. Il tempo, intanto, si mette al brutto per ridurmi il dispiacere della partenza.

Odio i souvenir, soprattutto quelli con le scritte della città che pretendono di insediarsi inutilmente in qualche punto della casa per anni ricordandoti che non sei più in un posto che ti è piaciuto… Però credo siano un pensiero carino se regalati ad altri, soprattutto se sono utili e non hanno scritte ingombranti.

Nei suoi rari viaggi mia madre ci portava sempre un oggetto, significava che pensava a noi anche quando era lontana.

Così acquisto due oggetti utili e non marcati per i figli, poi mi dirigo verso l’aeroporto.

30-7 1 Copenaghen, centro pedonale

Lungo la strada ci sono piccoli supermercati dove acquisto generi di conforto e prelevo cartoni usati per imballare la bicicletta.

Arrivo con un certo anticipo (6 ore…). Non si sa mai! Fine del viaggio a pedali.

30-7 2 Copenaghen, aeroporto

Il lavoro d’imballaggio della bicicletta è meticoloso: Smontaggio e sgonfiaggio delle ruote (nella stiva esploderebbero), riposizionamento al minimo di sella e manubrio, smontaggio dei pedali.

Posizionamento delle ruote accanto al telaio con appositi supporti in cartone arrotolato che mantengano i dischi dei freni verso l’interno e lontani da ogni contatto che possa piegarli.

Rinforzi in cartone arrotolato da serrare coi perni fra le forcelle di entrambe le ruote per evitare schiacciamenti e deformazioni delle stesse.

Un primo strato di fogli di cartone intorno, tenuti insieme con qualche giro di nastro adesivo da pacchi e, infine, 150 m. di pellicola per chiudere ermeticamente il tutto.

Anche le varie borse sono avvolte nella pellicola perché diventino un solo bagaglio, altrimenti il costo del trasporto nella stiva si moltiplicherebbe.

Varie etichette in cartone col nome e indirizzo per scongiurare la perdita…

Questo è il risultato.

30-7 3 Copenaghen, bici imballata

Durante il lavoro arriva una simpatica contrattura alla schiena che mi bloccherà per qualche giorno. Pazienza.

Consegnati i bagagli e consumati i generi di conforto mancano ancora quattro ore al volo.

Un lungo giro per l’aeroporto, anche perché il punto d’imbarco era l’ultimo di un edificio infinito; un buon posto per oziare su grossi blocchi di marmo.

L’aereo, intanto, si prepara ad accogliermi sotto un cielo ancora bigio.

30-7 4 Copenaghen, aereo Easyjet

L’ultima immagine, durante il decollo, mi ripaga della mancata visita al ponte dell’Øresund; questo è il punto in cui sbuca dal mare e si dirige in Svezia.

30-7 5 Copenaghen, ponte dell'Øresund dall'alto

Lungo il volo il gps mi tiene informato sul percorso; ecco Francoforte, ecco le Alpi, ecco il Lago Maggiore!

Atterraggio, bagagli, uscita e Stefano è pronto ad aspettarmi. Riccardo, invece, tornerà fra un paio di giorni dalla vacanza studio. Tappa succulenta alla Bottega della pizza di Sesto San Giovanni…

Casa!

2074 km pedalati, circa 3300 percorsi considerando anche il ritorno, 20 giorni di viaggio più 2 di permanenza.

Tante immagini nella mente, tante sensazioni, tante emozioni e pochissima voglia di ripetere l’esperienza. Per ora…

Schermata 2014-09-07 a 20.19.10

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